Cosa ti succede quando vuoi ottenere like su Facebook

Le reazioni del nostro cervello quando riusciamo ad ottenere like su Facebook

Cos’hanno in comune l’alcol, le sigarette, le droghe e i social network? Secondo uno studioso americano, Adam Alter, ottenere like su Facebook e gli altri social network è per il nostro cervello una dipendenza.

Queste esperienze infatti producono nel nostro organismo la dopamina, una sostanza che si genera quando proviamo piacere. La dopamina non è assolutamente nociva: viene prodotta anche quando mangiamo bene, ascoltiamo musica che ci piace, andiamo al mare o in montagna, facciamo shopping.

Gli individui in depressione vengono trattati con farmaci che bloccano il recettore D2, responsabile del rilascio della dopamina: in tal modo viene liberata tutta la dopamina possibile, migliorando l’umore della persona.

Stessa funzione hanno le droghe, le sigarette, l’alcol e… i social network! Bloccano i recettori D2, stimolando la produzione di dopamina. In questi casi però la persona non si rende conto del prezzo che deve pagare per questa situazione di benessere “effimera”.

“Irresistibile”, il libro del professor Adam Alter sulla dipendenza da social

Il professor Adam Alter fa ricerche in ambito marketing all’Università di New York e ha scritto un libro dal titolo “Irresistibile. Come dire di no alla schiavitù della tecnologia”. La sua tesi è questa.
Da un lato i social network permettono di collegare persone di tutto il mondo, scambiare idee e opinioni e questo è un pregio. Ma dall’altro lato fanno credere all’utente che quello che si vede sui social sia vita reale.

Attraverso post costruiti ad arte, alcuni utenti mostrano un lato di sé falso, fanno vedere le cose più belle enfatizzandole e fanno credere di essere i migliori, i più desiderabili e interessanti. Negli altri utenti viene innescato un meccanismo competitivo, associato ad un senso di frustrazione per non essere uguali a loro.

Quello che vediamo sui social è reale?

Quante volte ci è capitato di vedere sui social delle persone bellissime, che crediamo dei fotomodelli, ma quando li incontriamo dal vivo sono più brutti di noi?
Questo dipende dal fatto che la selezione delle foto migliori e i ritocchi con i programmi giusti consente di ottenere un effetto distorto della realtà.

Pensiamo anche ai cosiddetti influencer. Quanti follower servono per diventare influencer? 10mila, 20mila, 50mila? Avete mai notato che profili con 50mila follower non riescono ad ottenere like su Facebook e Instagram, mentre altri con 10mila ne ottengono molti? Questo perché la “retention”, cioè l’indice di gradimento, non dipende dal numero di follower. Un’azienda quindi sceglierà l’influencer con 50mila follower ma pochi like sulle foto o quello che ne ha 20mila ma ha più seguito?

Quanti sono gli influencer che guadagnano?

Proviamo a fare 4 conti: nessun influencer viene assunto a tempo indeterminato con contratto da dipendente per fare 4 foto al mese con un prodotto in mano. Quanto potrà guadagnare?

Superati i 5mila euro è necessario iscriversi alla gestione separa INPS e pagarsi i contributi obbligatori, come un normale libero professionista con partita IVA.

Il costo medio di un dipendente per un’azienda ammonta a circa 30mila euro, comprensivi di tasse e contributi (lo stipendio del dipendente al netto è inferiore). Un libero professionista quindi dovrà guadagnare circa 30mila euro lordi per ricavarci uno stipendio netto. Quanti sono gli influencer che riescono ad ottenere incarichi per 30mila euro l’anno? Se ci pensiamo sono veramente pochi.

Pprobabilmente non è un influencer il vostro vicino di casa o il vostro conoscente che incontrate in palestra, anche se dai social sembrano avere una vita “fashion”.