Digital Detox: ecco come disintossicarsi dallo smartphone

Cos’è il Digital Detox e quali benefici può avere

La nuova frontiera del web e dei social media si chiama Digital Detox. Possiamo definirla una nuova corrente di pensiero ma anche un nuovo metodo da applicare sul lavoro, a scuola e in qualsiasi altro luogo o situazione.

In cosa consiste? Si tratta della disintossicazione dall’uso di smartphone, tablet, pc collegati ai social. In poche parole: si decide (o si impone) di non usare dispositivi digitali in certi luoghi o per un certo periodo di tempo.

Gli esperti assicurano che limitare l’uso del cellulare e dei social a particolari momenti della giornata o della settimana ha un effetto positivo sulle nostre performance lavorative e sulla nostra vita privata.
Ma è davvero necessario correre ai ripari da questa tendenza all’utilizzo massiccio degli smartphone?

I social e il web stanno diventando una malattia

Ormai sono circa 10 anni che lo smartphone ha fatto l’ingresso nelle nostre vite. Il suo utilizzo è salito fino a 5 ore al giorno. Ciò significa che lo usiamo sia a lavoro o a scuola, sia a casa. Si calcola che in media controlliamo l’arrivo di nuove notifiche dalle 90 alle 120 volte al giorno.

I ricercatori dicono che sta diventando una malattia. Alcuni parlano di Fear of Missing Out, cioè di paura di venire tagliati fuori, di non essere tra i primi a conoscere un fatto, un evento, una news. Questa situazione ci crea ansia e disagio.

Altri la descrivono come Fear of Social Recognition, cioè ansia da riconoscimento sociale: vogliamo avere tanti follower, tanti like ai nostri contenuti, tanti messaggi di apprezzamento e soprattutto vogliamo risposte immediate.

Il web ci toglie risorse mentali utili per la nostra vita

Secondo la psicologia sperimentale, il problema è anche questo: più dedichiamo tempo ed energie al monitoraggio di notifiche e a alla ricerca di info e news sui social e sul web, più si abbassa la nostra soglia attentiva nel mondo reale.

L’attenzione è un processo cognitivo che filtra le informazioni che provengono dal mondo esterno e le interpreta. Si basa quindi su attività di selezione e concentrazione.

Ad esempio, se stai facendo una passeggiata rilassante all’aria aperta, non stai usando l’attenzione. Se invece sei uscito di casa alla ricerca del tuo cane che è fuggito, allora utilizzi l’attenzione per cogliere tutti quegli elementi del mondo esterno che ti servono per risolvere il tuo problema.

Nel processo di mantenimento dell’attenzione intervengono vari fattori, in primis l’interesse che si ha verso il problema: è chiaro che trovare il tuo cane fuggito di casa riveste per te un’importanza enorme e ti consentirà di prolungare la durata della tua soglia di attenzione. Invece seguire una conferenza a cui devi solo fare presenza ha meno importanza e quindi impiegherai meno sforzo attentivo. Quindi la “motivazione intrinseca” è determinante sulla soglia di attenzione.

Usare troppo lo smartphone riduce il livello di attenzione

Quanto dura la soglia di attenzione ottimale? Si calcola che i primi 15 minuti sono i più proficui, superati i quali l’attenzione inizia ad allentarsi, fino a mostrare evidenti segni di cedimento dopo i 45 minuti.

E’ stato rilevato che durante la giornata ci sono due picchi, in cui l’attenzione raggiungi livelli elevati: dalle 10 alle 12 e dalle 13 alle 15.

Stranamente questi sono anche gli orari in cui generalmente si consiglia di postare contenuti sui social network, perché ricevono maggiori interazioni (like, messaggi, commenti), dal momento che tantissime persone sono connesse. Cosa significa? Che i momenti in cui il nostro cervello funziona meglio, sono quelli che dedichiamo ai social.

Possiamo dire quindi che il digital detox non è semplice allarmismo ma un nuovo metodo per approcciarsi meglio alla vita, al lavoro e alla scuola, riducendo l’utilizzo di smartphone e pc connessi ai social.