Dipendenza da realtà virtuale: il corpo non ci servirà più

La dipendenza da realtà virtuale: la vita senza corpo e identità sarà più bella?

La dipendenza da realtà virtuale non è solo fantascienza o demonizzazione del futuro. E’ già iniziata, anche se non ce ne rendiamo conto.

Le app per vivere in un’altra realtà

Basta andare sul Google Play Store, dove ci sono le app da scaricare per il vostro Smartphone, e vedrete molte applicazioni che vi aiutano a vivere senza il vostro corpo in una nuova realtà: The Sims, Avakin Life, Home Street, IMVU.

Con queste app vi potete creare un avatar, un vostro alterego maschile o femminile che agisce in un’altra realtà e può entrare in contatto con altri utenti, anche loro con un proprio avatar.
In queste realtà virtuali non ci sono i problemi della vita quotidiana: soldi, lavoro, salute, bellezza, fortuna. Potete decidere di essere come volete: potete crearvi un avatar uguale a come siete nella realtà oppure un avatar come vorreste essere.

Se provate a interagire con gli altri utenti vi accorgerete che a nessuno importa come siete realmente. Importa solo come siete in quella realtà. Per questo potreste sviluppare una dipendenza da realtà virtuale. Perché è una realtà troppo perfetta, in cui il vostro passato, il vostro presente e il vostro futuro reali non contano. In queste realtà i giochi di potere si ribaltano. Non ci sono giochi di potere, raccomandazioni lavorative, discriminazioni, soprusi.

In futuro il corpo e l’identità non ci serviranno più

Nei prossimi decenni a mio avviso l’avatar diventerà qualcosa di assolutamente fondamentale per agire anche nella realtà fisica. Non posso dire quando questo avverrà, se tra 10 anni o 100 anni. Sicuramente stiamo andando verso un mondo dove i temi della privacy e della tutela dei dati sensibili (salute, inclinazioni sessuali, religione, etnia, vita privata, reddito) si stanno facendo sempre più pressanti. L’unica via di uscita è l’utilizzo di identità digitali o identità anonime: stiamo assistendo proprio in questi anni alla diffusione dello SPID, un sistema pubblico che identifica le persone non tramite i dati personali ma tramite dei codici.
Il passo verso la personalizzazione di queste identità digitali è breve.

Cosa accadrà? Possibili scenari

Secondo me, in futuro ognuno di noi avrà un avatar associato alla sua persona reale. Questo avatar gli consentirà di agire nella realtà virtuale.
Un giorno questo avatar potrebbe arrivare ad avere anche un corpo fisico. Magari inizialmente un corpo meccanico: potrebbe prendere le sembianze di un drone o di un robottino che agisce per conto nostro e che noi manovriamo.
Poi chissà: potrebbe arrivare ad avere un corpo simile a quello umano e a lui potremmo delegare molte attività. Potrebbe proprio diventare un nostro delegato, un ambasciatore. Così, invece di aspirare a comperarci un Iphone o un pc di ultima generazione, ognuno di noi investirebbe soldi per acquistare un avatar da personalizzare. Potremmo mandare lui a lavorare al posto nostro, che ne dite?

La nostra vita sarà peggiore?

Non credo che questa perdita di identità e dipendenza da realtà virtuale ci renderà peggiori: non si creerà una grande Matrix come nel film omonimo con Keanu Reeves. Ci sono lati positivi e lati negativi e qui vorrei porre l’accento su quelli positivi.

1. Sarà un processo di cui non ci accorgeremo. Un po’ alla volta l’idea di usare degli avatar diventerà per noi assolutamente normale e anzi necessaria.

2. Gli avatar potrebbero renderci più facile la vita e compiere per noi molte azioni impossibili e faticose: lavorare e fare più cose contemporaneamente. Stare a casa mentre noi siamo a lavoro, guardarci i bambini, il cane o i genitori anziani, fare le faccende domestiche. Oppure andare a lavorare per noi. Potrebbe fare i lavori più duri e pericolosi. Magari non ci sarà un avatar per ogni persona ma un avatar per ogni famiglia: un po’ come l’Uomo bicentenario impersonato da Robin Williams.

3. Non perderemo posti di lavoro ma anzi ci sarà ancora più lavoro da fare per la costruzione, la vendita, la manutenzione degli avatar. Magari un giorno ci faremo la guerra con avatar, robot e droni e nessuno più morirà per mano di un nemico: la battaglia si giocherà sulle abilità nel progettare, realizzare, innovare, sulla cultura più che sulla distruzione.