Eliminare Facebook risolverà molti dei nostri problemi?

Eliminare Facebook non è una questione tecnico-informatica ma psicologica

Jaron Lanier ci dice che dobbiamo eliminare Facebook e i social. Non limitarne l’utilizzo. Dobbiamo proprio cancellare gli account, senza trovare scuse, perchè è tutta una questione psicologica e non tecnica o informatica. Si parte da Facebook che è il social principale, utilizzato dalla maggior parte delle persone.

Lanier è un personaggio di tutto rispetto, che rimarrà alla storia: è un informatico statunitense, tra i 100 pensatori più influenti del nostro tempo, noto per aver reso popolare l’espressione “virtual reality”.

La virtual reality è da lui intesa come un nuovo linguaggio in grado di superare la nostra scrittura e il nostro modo di comunicare, fatto di frasi. Il futuro ci vedrà impegnati a produrre “significati”, nel senso che costruiremo virtualmente davanti a noi i concetti per mostrarli agli altri. Questi concetti/oggetti li potremo vedere perché ognuno di noi avrà un visore per realtà virtuale addosso. Sarà come il nostro smartphone.
Per rendervi l’idea: faremo come Tom e Jerry nel film “Arrival”, di cui vi ho parlato in un articolo precedente.

I motivi per i quali eliminare Facebook è utile

Ma torniamo al discorso “social”. L’unica via di liberazione è eliminare Facebook. Jaron Lanier ci parla di questa liberazione nel libro “You’re Not a Gadget, Who Owns the Future?” e in “ The Dawn of the New Everything”. Ma anche nel saggio “Ten Arguments for Deleting Your Social Media Accounts Right Now”.

I motivi per cui dobbiamo compiere questo gesto sono molteplici:
1. Diminuire la dipendenza da smartphone;
2. Evitare di regalare contenuti gratuiti a queste piattaforme;
3. Non essere manipolati dalla pubblicità a livello economico, commerciale, politico, sociale;
4. Ritrovare la propria individualità e preservare la nostra intimità, in un modo in cui tutto va condiviso;
5. Ridurre comportamenti estremi come: esibizionismo, provocazione, altezzosità, bullismo, dissacrazione e offesa;
6. Vedere le cose per come sono: il successo di chi ha tanti follower o tanti like è effimero, non è reale;
7. Ridurre il senso di frustrazione quando ci accorgiamo che non siamo come gli altri (e non pensiamo mai che gli altri non sono veramente così nella realtà).

Molto spesso quando scriviamo, postiamo o commentiamo sui social ci sembra di non essere più noi. Quando rileggiamo quello che abbiamo scritto, sembra che lo abbia fatto un’altra persona. E’ lo spazio alterato dei social a portarci a questa situazione.

Jaron Lanier non ha Facebook ma è uno dei pensatori più influenti

Se andiamo sul sito di Jaron Lanier troviamo scritto “ No, Jaron does not have a Twitter account. No Reddit account. No Facebook account. They’re all fake fake FAKE!” (No, Jaron non ha un account Twitter, Reddit o Facebook. Quelli sono tutti fake).

Il sito non è bellissimo e vorrei farglielo io gratis il sito a Jaron. Ma alla fine che importa? Credo che a lui vada bene così. E’ un informatico, il sito lo potrebbe fare anche meglio di come li faccio io. Così lui vuole dare un taglio old, retrò alla sua pagina e attribuire poca importanza ai media. Quello che deve passare è il messaggio.

Io non ho più Facebook da diverso tempo. Ho Instagram e LinkedIn in quanto li vedo come meno invasivi, almeno per il momento. E da quando non ho più Facebook, il tempo lo impiego a scrivere, fare blog e studiare nuovi argomenti. Che dite, ci ho guadagnato?