Il film Tron e la virtual reality: una profezia sul futuro

Il film Tron (1982): si comincia a parlare di virtual reality

Torniamo a parlare di realtà virtuale, andando agli albori del tema con il film Tron. Capolavoro del 1982 della Disney, è stato uno dei primi a parlare di realtà virtuale. Un film all’avanguardia per l’epoca, con effetti speciali e immagini lavorate al computer che non hanno nulla da invidiare alle più recenti pellicole cinematografiche.

La trama: un essere umano viene trasformato in codice digitale

La trama sembra intricata ma non lo è; anzi suggerisco a tutti di leggere prima la trama per capire meglio il film e godersi le immagini. Protagonista è Kevin Flynn, un giovane informatico che programma software per videogiochi. Viene licenziato dalla sua società, la Encom, e il suo capo tiene per sé tutti i diritti sui software da lui realizzati.

Per mantenersi, apre una sala giochi dove gli utenti possono provare i suoi videogames basati su realtà virtuale e realtà aumentata. Non abbandona però l’idea di rientrare in possesso delle sue creazioni informatiche. Con l’aiuto di due suoi amici, ancora dipendenti dell’azienda, fa intrusione nella Encom. Tuttavia viene riconosciuto da un’intelligenza artificiale, il Master Control Program (MCP), che gli punta addosso un laser in grado di disintegrare le particelle del suo corpo e trasformarlo… in un codice informatico!

Dopo la trasformazione, l’MCP lo introduce nel sistema digitale aziendale. Questo sistema è un mondo virtuale vero e proprio: le varie componenti e i vari programmi sono “personificati”, cioè impersonati da figure umane che eseguono dei comandi, lavorano nel sistema e si sfidano in battaglia.
Qui Flynn incontra gli alterego dei suoi ex colleghi di lavoro e amici: Tron, l’alterego di Alan Bradley, e Yori, alter-ego di Lora. Insieme dovranno dare battaglia al MCP e al comandante Sark, alterego del capo malvagio e sleale della Encom.

Una battaglia tra avatar

Anche Flynn aveva un suo alterego virtuale, ma in questo caso è proprio lui con il suo corpo digitalizzato a operare in questa realtà virtuale. Questo è un dettaglio fondamentale. Se la battaglia nel mondo virtuale si fosse svolta solo tramite alterego (o avatar, chiamateli come volete), non ci sarebbe stato quel pizzico di magia e fantascienza che connota i film della Disney. Sarebbe stato un semplice film d’azione o avventura. Invece, nel film Tron, il protagonista viene trasformato in un’entità digitale e sbalzato in un mondo virtuale.

La realtà virtuale è “reale”!

Per il 1982 questo era soltanto un film di fantascienza ma oggi possiamo dire che era qualcosa di più. Sicuramente ha proposto con coraggio una sua visione del futuro e ha dato un giudizio sulla realtà virtuale. La virtual reality non è solo un gioco o un luogo fatto di circuiti e comandi digitali. Quando l’essere umano entra in una virtual reality, ci entra con tutto se stesso, con i propri sentimenti ed emozioni, compiendo azioni e cambiando anche la realtà quotidiana. Insomma che sia fisica o virtuale l’uomo ci mette se stesso a 360° e quello che compie in quel mondo non rimane isolato, ma può davvero cambiare la vita reale.