Pagamenti con Facebook: la sfida lanciata alle banche

Dal 2019 i primi pagamenti con Facebook

Nel primo trimestre del 2019 sarà possibile effettuare pagamenti con Facebook: la piattaforma di Mark Zuckerberg verrà dotata di un nuovo sistema di pagamento, che consentirà di inviare denaro. Non si tratta di una vera e propria banca ma di una modalità di gestione del denaro simile a PayPal.

Al via l’open banking europeo: ecco cosa cambia

In Europa tutto questo è reso possibile dalla direttiva europea 2015/2366, definita Psd2, per l’open banking, avviata lo scorso 13 gennaio: nello scenario bancario europeo sono oggi ammessi ad operare anche soggetti non qualificabili come “bancari”.

In parole povere i cittadini possono utilizzare servizi diversi da quelli delle banche per effettuare pagamenti, richiedere prestiti o intraprendere investimenti. Questi soggetti autorizzati non bancari si definiscono TPP – Third Party Provider. La piattaforma Facebook rientra proprio nella classificazione TPP. Il servizio che andrà ad offrire sarà basato su Messenger e su Whatsapp.

I possibili scenari aperti dalla direttiva Psd2

Con la direttiva europea sull’open banking le banche tradizionali sono costrette ad aprire i conti correnti dei clienti: se il cliente lo decide, con un click può fornire i suoi dati bancari alle app che utilizza e che sono predisposte per i pagamenti.

Cosa succederà dunque? Ecco in breve i punti salienti del nuovo scenario.

1. Il sistema bancario tradizionale, già duramente colpito negli ultimi anni dalla crescente informatizzazione, riceverà un’ulteriore sferzata dalla concorrenza di questi nuovi operatori del mercato bancario.

2. I nuovi servizi di pagamento, come quello di Facebook, potranno acquisire ulteriori informazioni sugli utenti (utilizzo dei sistemi di pagamento, prodotti acquistati, gestione dei risparmi) e con la mole di dati già in loro possesso (gusti, hobby, età, nazionalità, spostamenti, ecc.) potranno creare soluzioni ad hoc per ogni utente.

3. I dati acquisiti dai nuovi operatori sono davvero delicati e sensibili. Questo si tradurrà in ulteriori costi per queste società, che dovranno aumentare i sistemi di sicurezza per mantenere i dati al riparo da usi inappropriati di terzi. Ulteriori costi ma anche ulteriori servizi da cui potranno ricavare notevoli guadagni: l’ago della bilancia dove si sposterà? Più sui costi o più sui guadagni? Ora è troppo presto per dirlo.

Attualmente gli utenti di Facebook sono oltre 2 miliardi. In Italia si contano 31 milioni di profili. C’è anche da dire gran parte degli utenti non usa Facebook in maniera assidua, tanti sono i profili falsi e in questa prima fase non tutti si fideranno di usare un social network per i pagamenti. Il cammino è ancora lungo.