XSENSE la prima intelligenza artificiale più che umana

XSENSE: pericolo imminente o grande opportunità?

Sul sito dei creatori si parla di “XSENSE More than human”, cioè più che umano. Cosa intendono dire? Che sarà qualcosa di superiore e più potente dell’essere umano? O che sarà qualcosa di diverso dall’uomo, utile per noi e per le nostre vite?

Le discussioni su “robot umani” e intelligenza artificiale hanno da sempre sollevato discussioni e polemiche. Quante volte è stato demonizzato un futuro, in cui l’essere umano sarà messo da parte dalle sue stesse creature meccaniche? Quante volte hai sentito dire che l’umanità verrà sterminata da robot androidi? Per non parlare della letteratura e del cinema, che ci hanno mostrato tutti gli scenari possibili.

Un robot virtuale senza corpo

Questo futuro non è poi così lontano. Solo che questa intelligenza artificiale non ha un corpo fisico simile al nostro e fatto di metallo. Bensì è virtuale: è tutto cervello, diciamo, perché è composta da algoritmi.

Un algoritmo (lo spiego in maniera semplicistica, per chi non lo sa) è un insieme di singole istruzioni, di procedure, di schemi, di calcoli, che consentono di arrivare alla soluzione di un problema.

Il nostro cervello è pieno di algoritmi difficilmente classificabili e non distinguibili, che però ci consentono di arrivare alla soluzioni dei problemi della vita.

Pensa a quando stai preparando il caffè e ad un certo punto rovesci la tazzina sul tavolo della cucina. Il fatto di aver rovesciato la tazzina e dover pulire costituisce un problema. La soluzione si può ottenere attraverso vari strumenti. Usi della carta assorbente? Usi una spugnetta? 
Ipotizziamo che vuoi usare della carta assorbente: l’algoritmo prevede che predi il rotolo, spezzi i quadrati di carta, appoggi la carta sulla macchia di caffè, ripeti l’operazione più volte finché il caffè sarà completamente assorbito, getti la carta usata nel cestino dell’umido, ecc…

XSENSE è come un bambino

Per creare XSENSE è stato analizzato il processo cognitivo dell’essere umano nell’apprendimento di una lingua. Questi risultati sono poi stati tradotti in algoritmi, che hanno formato la mente di questa intelligenza artificiale.
Questi algoritmi si basano su: lettura, apprendimento, analisi, contestualizzazione, risposta.
XSENSE è in grado di capire un argomento di discussione anche se il suo database è vuoto. E’ come un bambino, che è in grado di afferrare subito il senso di quello che diciamo, anche se spesso noi pensiamo che sia troppo piccolo.

Molto più che umano: impara dai propri errori

XSENSE può leggere e imparare concetti in qualsiasi lingua e rispondere.

Nemmeno noi esseri umani a volte riusciamo a imparare dai nostri errori. XSENSE invece si! Riesce ad modificare se stesso e svilupparsi più velocemente di un essere umano.

Una volta si diceva che i computer non potevano essere intelligenti e si faceva l’esempio di una partita di scacchi. Se con determinate mosse riesci a battere un computer in una partita di scacchi, riuscirai sempre a batterlo ripetendo le stesse mosse. Almeno finché non verrà fatto un aggiornamento al software del computer, per fornirgli i nuovi comandi utili a risolvere quel particolare tipo di partita.

Per cosa può essere usato XSENSE?

Per ora gli ideatori gli assegnano queste funzioni: chat aziendali (quelle che oggi ci rispondono con frasi standard), motori di ricerca, assistenti virtuali su pc o programmi.

Nel prossimo articolo entriamo nel merito di quelli che possono essere i risvolti etici di questa intelligenza artificiale, cioè ci chiederemo: un giorno questi robot potranno anche avere una coscienza e un’etica?

Per altre info visita il sito http://www.xsensecorp.com/