Come si cambia il mondo: si chiama effetto centesima scimmia

Effetto centesima scimmia: fenomeno sociale ed economico

Se andiamo su Google e proviamo a fare una ricerca  digitando “effetto centesima scimmia”, escono diversi risultati.

Alcuni siti collegano questo argomento ad un fenomeno di sociologia; altri parlano di un film documentario di Marco Carlucci, che affronta la crisi economica e finanziaria degli ultimi anni.

Che legame c’è tra questi due temi? Andiamo per ordine.

Dove nasce il fenomeno

Il fenomeno centesima scimmia in sociologia si basa su un assunto: gli uomini sono connessi tra loro da una fitta rete di energie e si influenzano tra di loro senza rendersene conto. Bisogna specificare subito che questo fenomeno non è stato dimostrato scientificamente; è solo una teoria che cerca di spiegare la realtà sociale, culturale, economica.

L’effetto centesima scimmia è collegato ad un esperimento del biologo Lyall Watson: questo studioso del secolo scorso sosteneva di aver analizzato il comportamento di un gruppo di scimmie giapponesi, che viveva isolato su un’isola, giungendo a straordinarie conclusioni.

Watson cercò di insegnare alle scimmie a lavare i cibi: ogni giorno dava loro da mangiare delle patate sporche di terra; un giorno una di queste scimmie capì che le patate erano più buone senza il tericcio e quindi iniziò a lavarle in un ruscello, prima di mangiarle. Con questo comportamento influenzò anche le altre scimmie del suo gruppo, che iniziarono a loro volta a lavare le patate.

Quando la centesima scimmia dell’isola imparò a sciacquare le patate prima di mangiarle, si verificò una cosa sorprendente: anche altre scimmie delle stessa specie, sparse per il Giappone, iniziarono a lavare le patate. Che cos’era successo secondo Lyall Watson?

I campi morfici o morfogenetici

Per prima cosa la scimmia pionere, che aveva cominciato a lavare le patate, aveva creato un “campo morfico”.

Cos’è un campo morfico (o campo morfogenetico)?

E’ una struttura invisibile, uno spazio pieno di informazioni, di conoscenze, di esperienze, che esiste sotto forma di energia e che plasma un sistema.

Ad esempio, il campo morfico dello yoga e quello della medicina contengono tutte le conoscenze di queste materie, tutte le persone che le praticano, tutte le persone che ci credono e le alimentano con nuove informazioni.

Ma esistono anche campi morfici che non sono discipline; ad esempio il campo morfico della paura di volare, che comprende tutte le informazioni riguardanti la paura di prendere un aereo, gli episodi spiacevoli a bordo di un aereo e tutti i soggetti che nutrono questa paura. Di contro il campo morfico di chi ama volare comprende tutte le conoscenze sul volo e tutti quelli che amano viaggiare in aereo, non soffrono di vertigini, magari sono piloti di aereo, ecc…

Ma tornando agli studi di Lyall Watson: la scimmia che ha iniziato a lavare le patate per prima ha creato con il suo comportamento un campo morfogenetico, cioè uno spazio di conoscenza a cui le altre scimmie potevano accedere.

La massa critica

Quando un numero abbastanza elevato di scimmie (secondo Lyall Watson bastavano le prime 100) ha avuto accesso a questo spazio di energia e di informazioni tramite la conoscenza diretta, si è arrivati ad un punto critico. Si parla più specificatamente di “massa critica”, ovvero un concentrato di energia capace di superare i limiti spazio temporali della conoscenza diretta.

Ecco perché questa conoscenza ha iniziato a trasmettersi ad altre scimmie: queste hanno appreso il comportamento, anche se nessuno glielo aveva insegnato.

Cosa c’è di vero?

Che sia vero o no questo esperimento, di sicuro Watson cercava di dare credito ad una sua supposizione mentale: il nostro modo di vivere, di parlare, di pensare, di comportarci è potente.

Basta che una persona compia un’azione forte, di valore e questa azione acquista energia e si propaga ad altri.

Ognuno di noi è in grado di influenzare la realtà. Se non crediamo a questo, qualcun altro al posto nostro ci crederà e utilizzerà l’effetto centesima scimmia per cambiare il mondo.

Questo è proprio quello che è successo alla nostra società, secondo Marco Carlucci. Affronteremo l’analisi del suo film documentario nel prossimo articolo.

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